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I filtri in viaggio

nd

L’avvento della fotografia digitale ha decretato un po’ la fine del mercato dei filtri, se facciamo eccezione per le versioni professionali dedicate ad un certo tipo di fotografia, come ad esempio quella di paesaggio.
Il computer e la post produzione si sono sostituiti quasi interamente dio questo strumento  – e di questo un po’ mi rammarico…

Avendo bene in mente questa considerazione, ha ancora senso parlare di filtri nel 2014?
Credo di sì.

Quali sono i filtri che possono tornare utili in viaggio?

  • UV e Skylight
  • Polarizzatore
  • Digradanti
  • Neutral Density (ND)

Dimentichiamo tutti i cari vecchi filtri di correzione colore, per questo ormai si usa il bilanciamento del bianco, e dimentichiamo anche tutto il set di filtri per il bianco e nero, anche qui le correzioni le si ottengono in post produzione.

Vediamo nel dettaglio le tre categorie di filtri che ho indicato.

UV e Skylight.
Si tratta di due filtri diversi, ma che possiamo considerare simili e che assolvono la stessa funzione, o quasi.
Il primo, il filtro UV – ma faremmo meglio a chiamarlo anti-UV – serve ad assorbire le frequenze ultraviolette presenti nella luce e a pulire i nostri scatti di una fastidiosa dominante violacea che diventa molto percepibile soprattutto in montagna e al mare.
In montagna e al mare, la massiccia presenza di raggi ultravioletti, impercebili a occhio nudo, carica  i nostri scatti con un velo di azzurro/viola.
Montando un filtro UV ovviamo a questo inconveniente. Il filtro UV lascia praticamente inalteratto tutto lo spettro visibile della luce, al di sotto dell’ultra violetto.
Analogo al filto UV è il filtro Skylight. Si tratta di un filtro leggermente colorato (rosa), che ha la funzione di filtrare le dominanti più fredde.
Oggi, considerato che molti modelli montano un filtro anti UV direttamente sulla macchina, i due filtri, UV e Skylight, servono soprattutto per proteggere le lenti dell’obiettivo, considerando che un filtro di diametro medio e di buona qualità ormai costa sui 20 euro.

Polarizzatore.
Il filtro polarizzatore è invece uno di quei filtri che la post produzione ancora fatica a sostituire in toto.
Il polarizzatore è costituito da due filtri lamellari sovrapposti  che possiamo ruotare per mezzo di una ghiera, a seconda di come ruotiamo la ghiera, le lamelle delle due superfici interagiscono tra di loro e attenuano o esaltano i riflessi.
Il polarizzatore risulta particolarmente comodo per fotografia in prossimità di specchi d’acqua o per accentuare o azzerare i riflessi di vetrine e finestre.
Un altro effetto del polarizzatore è quello di rendere intensi gli azzurri del cielo e i bianchi delle nuvole.
Io lo consiglio, magari lo impiegheremo soltanto poche volte, ma di certo, in quelle poche volte, farà la differenza tra uno scatto banale ed uno scatto particolarmente vibrante.

Digradanti.
I filti digradanti sono solitamente dei filtri quadtrato o rettangolari che non vengono avvitati direttamente sulla ghiera dell’obiettivo, come UV, Skylight e polarizzatori, ma vengono montati per mezzo di un portafiltri dedicato.
Si tratta di filtri in resina con una porzione più scura dell’altra,di solito di colore neutro, che serve ad attenuare eventuali differenze di esposizione all’interno dell’inquadrdatura – ed esempio scurire il cielo in un panorama.
Esistono diverse varianti di gradiente: con sfumatura morbida, dura o colorata.
La marca di riferimento, per qualità ed offerta è di certo Lee Filters, che offre un kit completo di alcuni filtri (i più usati nella fotografia paesaggistica) e il portafiltri.
I filtri digradanti sono uno strumento indispensabile per chi vuole ottenere risultati di un certo livello nella paesaggistica.

Neutral Density (ND)
Sono filtri grigi con intensità diversa, servono ad abbassare la quantità di luce a disposizione.
Se di qualità, i filtri ND non influenzano in alcuna maniera la cromia della scena.
Utilizziamo questi filtri, che possono essere a ghiera o quadrati e montati su un portafiltri, per allungare i tempi di posa.
Ultimamente il mercato ha proposto filtri ND dall’intensità variabile (da 1/2 stop a  -8 stop), impostabile attraverso la ghiera del filtro stesso. 

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Pubblicato da walter meregalli in gennaio 24, 2014

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