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Neve, ghiaccio e montagne.

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L’Everest dal terzo campo avanzato, versante nord

Se scegliamo una meta innevata, dobbiamo forzatamente tenere in conto alcuni dettagli,

Il freddo NON è nostro alleato
Le condizioni climatiche influiscono pesantemente sulla vita delle nostre batterie, che durano di meno, se esposte al freddo.
Teniamolo in considerazione, prima di trovarci a tu per tu con il sole che sorge sul tetto del mondo, con la nostra reflex completamente scarica.
Non facciamoci giocare brutti scherzi, facciamoci trovare preparati. Spesso col freddo una batteria che soltanto dieci minuti fa indicava metà carica, può esaurirsi senza preavviso.
Portiamone qualcuna in più e teniamo le batterie di scorta in un posto caldo e secco, ad esempio la tasca interna del nostro piumino e non lo zaino dell’attrezatura.

Anche la condensa non ci vuole bene
No, nemmeno la condensa è amica della nostra attrezzatura, anzi c’è chi è pronto a giurare che sia irreparabilmente dannosa, per cui, consideriamo di minimizzare il più possibile le escursioni termiche alle quali esponiamo la nostra reflex – perché è in seguito ad un’escursione termica che si forma la condensa.
Teniamo la macchina nella borsa, ma non custodiamo la borsa vicino al fuoco o alla stufa, per poi tuffarci nella gelida tempesta di neve e scattare.
Pensiamo e poi agiamo.

Leggiamo i manuali
Quasi sicuramente la maggior parte delle reflex moderne sono in grado di offrire le loro performance fino a temperature proibitive (-20°/-25°), ma se ci avventuriamo al di sotto di questi limiti, prendiamo in considerazione di scattare con rapidità, per cui decidiamo in anticipo quello che vogliamo ottenere, evitando così che la nostra macchina si geli.

Neve e ghiaccio ci tendono trabocchetti
Il bianco della neve e dei ghiacci tende a giocare brutti scherzi all’esposimetro della nostra reflex.
La macchina legge il bianco e tende a renderlo grigio, per cui sovraesponiamo di uno o due stop e otterremo una neve candida e un ghiaccio splendente.
Usiamo un bilanciamento del bianco più freddo e otterremo una componente bluastra sulle ombre che accentua la sensazione di ghiaccio, neve e montagna – senza esagerare.

L’imponenza delle montagne,
La tendenza generale sarà quella di inquadrare il più possibile e quindi di affidarsi ad un grandangolo, ma così dando, spesso, rendiamo la potenza della montagne di fronte pari a dei piccoli foruncoli.
Proviamo ad affidarci ad un tele e scattare in verticale.
Se optiamo per un grandangolo, includiamo molto paesaggio al piede in modo da far risaltare la grandezza delle cime.
Se abbiamo a disposizione un cavalletto, proviamo anche una soluzione panoramica.
In montagna il tempo cambia frequentemente e rapidamente, una cima avvolta nella nebbia o nelle nubi ora, potrebbe risultare sgombra tra meno di un quarto d’ora, vale la pena armarsi pazienza – in Nepal ho aspettato due ore per vedere sbucare l’Annapurna tra le nuvole, ma mi ha ripagato.
Ricordiamo però che può succedere anche il contrario e che quello che ora è baciato dal sole, tra meno di un quarto d’ora potrebbe piombare nella nebbia più fitta.

Massima attenzione
La montagna, i ghiacciai, la neve… non perdonano, massima attenzione, sempre

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Categorie: Uncategorized
Pubblicato da walter meregalli in febbraio 15, 2014

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