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Come valutare i concorsi fotografici prima di iscriversi

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Con questo scatto ho partecipato al concorso dell National Portrait Gallery di Londra. Ho passato la prima selezione (immensa soddisfazione), ma non sono entrato nei finalisti che sarebbero stati inclusi nella pubblicazione annua ed esposti a St. Martin in the Fields

In quanti concorsi fotogrtafici, più o meno seri, più o meno articolati, ci imbattiamo ogni settimana?

“Soldi!”… “La tua foto in copertina!”…. “Super Premio in salami e formaggi!”… “Esposizione mediatica garantita!”…. “I tuoi scatti esposit alla NPG di Londra!”… e chi più ne ha più ne metta.

A prima vista i concorsi possono sembrare tutti una buona occasiona da non lasciarsi sfuggire, ma se così facessimo, ci ritroveremmo presto spennati – a colpi di 20/50 euro a iscrizione – e con la stessa fama o copertura mediatica dell’altroieri.

ALT! Poniamoci alcune domande prima di iscriverci al prossimo concorso fotografico.

Che cosa mi potrebbe portare?
Se ci iscriviamo ad un concorso è perchè vogliamo cavarci qualcosa. Cerchiamo di capire di cosa di tratta prima di iscriverci, qualunque cosa essa sia, soldi, fama, esposizione, la possibilità di accedere a workshop con fotografi di fama mondiale, la possibilità di pubblicare lo scatto vincente o di fare una mostra.
Quello che possiamo aspettarci si suddivide facilmente in

  • FAMA – Qualsiasi tipo di esposizione successiva legata alla vittoria o ad un buon piazzamento
  • PREMIO IN SOLDI – va da sé
  • FEEDBACK – alcuni concorsi permettono di avvicinare fortografi di fama mondiale e scattare con loro o partecipare gratuitamente ad attività da loro svolte (corsi, workshop, sessioni di lavoro, ecc,-)

Chi siede nella giuria?
Questa seconda domanda è significativa quanto la prima. La giuria è composta da esperti o si tratta di un concorso basato sulla popolarità – tipico di Facebook, dove si vince a colpi di “mi piace” e di “condividi”.
I concorsi della seconda tipologia li lascio a chi lo fa tanto per divertiris a vedere quanti “amici” lo sostengono, personalmente preferisco concorsi dove la giuria è composta da esperti – questo non significa che i concorsi su Facebook non valga la pena farli, dipende se però a decretare il vincitore è l’esercito dei navigatori o un fotografo amministratore di un gruppo o di una pagina.

Chi ha diritto ai miei diritti?
Cerco sempre di leggere bene la parte relativa alla cessione dei diritti  e vi consiglio di farlo ache voi.
Cercate la sezione dedicata a “come verranno utilizzate le immagini da voi sottoposte”. Un concorso serio si limiterà ad utilizzare le vostre immagini per promuovere il concorso stesso – potrebbe darsi che a questo segua una mostra e un catalogo.
Attenzione alle esche!
Molti concorsi sono semplicemente acchiappascatti: voi caricate le vostre immagini, pagate e loro acquisiscono i diritti in maniera totale, disponendone per qualsiasi utilizzo, anche a scopo di lucro. Evitate di iscrivervi!

Quanto costa?
La questione economica è sempre da valutare.
I concorsi seri prevedono diverse categorie di iscrizione, di solito a foto singola o ad essay (piccolo gruppo che risponde ad tema).
Tenete inoltre presente che se vi viene richiesto di partecipare inviando una stampa, la stampa non vi verrà restituita, a meno che non venga espressamente indicato nelle regole di partecipazione e di solito la cosa avviene a vostre spese, con il versamente di un contribuito per la postalizzazione.

Avete letto tutto e bene?
Leggete con estrema attenzione le regole di partecipazione e di ammissione per gli scatti (formati accettati, risoluzioni minime, risoluzioni massime, azioni di post-produzione ammesse, ecc.). Non c’è peggior beffa di iscriversi, pagare e vedere i propri scatti squalificati perche ritenuti non idonei o non conformi alle regole di ammissione.
Alcuni concorsi ammettono tutto  – e non pensiate che si tratti di concorsi da quattro soldi, Nikon, ad esempio, ne organizza uno a livello mondiale dove qualsiasi intervento in post-produzione è ammesso.
La maggior parte dei concorsi è rigida su quanto potete photoshoppare uno scatto, di solito potete intervenire sull’esposizione, sul contrasto, sulla gamma tonale, qualche sharpening e stop.

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Pubblicato da walter meregalli in gennaio 9, 2015

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