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Phototour possibili: Marrakech e il deserto del Sahara

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Potrebbe sembare una sbruffonata, ma il Marocco è una delle mete più abbordabili dall’Italia, per chi voglia fare un phototour indimenticabile, senza svenarsi e senza dover dilapidare il monte ferie.
Dal punto di vista di un fotografo, il Marocco è un paese che offre tantissimo: kasbah, souk, castelli, deserti di montagna, le dune del Sahara, canyon di argilla rosso cadmio e volti, volti, volti.
Concentrandosi nell’area di Marrakech e dell’Atlante, è possibile buttarsi in un phototour davvero memorabile e tutto nel tempo abbordabile di quattro o cinque giorni.Tappa obbligata Marrakech.
La medina, ed in particolar modo la grande piazza Jema El Fna, è il fulcro della vita di Marrakech.
Portatevi un grandangolo e un teleobiettivo, oltre al solito obiettivo normale. La piazza si trasforma con il passare delle ore. Calma alle 8 del mattino, si tramuta in un brulilcare di piccoli ristoranti all’aperto e carretti che vendono spremuta d’arancia fino a tarda notte. Di sera fermata obbligatoria su una delle terrazze dei numerosi caffè che si affacciano sulla grande piazza – portatevi un cavalletto, che non guasta.
Ovvio che tutto quello che accade all’interno del perimetro di Jema El Fna vale per lo meno uno scatto: il venditore di incensi, l’incantatore di serpenti, l’uomo che vende le lumache cotte, i ragazzi che si litigano (amabilmente e chiassosamente) i turisti, perché questi cenino al loro ristorantino sotto la tenda, nel mezzo della piazza.
Tutto è colore  e tutto è fotografia.
Dalla piazza ci si può avventura nei souk (mercati).
Sono quasi tutti coperti e quindi è necessario un obiettivo veloce e non aver timore di pompare gli ISO.
Gli scorci e le possibilità sono senza fine. Per oltre dodici di ininterrotto mercato, potrete cogliere espressioni e dettagli che sembrano arrivare da un tempo lontanissimi.
Attenzione: prima di scattare un ritratto, chiedete sempre il permesso.

Via verso il Sahara.
Dopo un primo giorno di acclimatamento al Marocco, via, in jeep verso il Sahara, direzione Merzouga.
Ouarzazate è la città più grande, lasciata Marrakech e imboccata la strada che, attraverso le montagne dell’Atlante, vi porta verso il deserto. Vale la pena fermarsi, ma soltanto per passarci la notte e ripartire carichi.
Fotograficamente parlando, la valle del Draa, che costeggia la strada per il deserto, offre, canyon di argilla rossa, campi verdissimi, colline dolci, tornite dal vento. Fatevi trovare pronti e sulla strada o all’alba.
E poi… poi il deserto del Sahara.
Lasciate la vostra jeep a Merzouga e affittate un passaggio in dromedario, prenotate almeno una notte in un campo tendato al confine con l’Algeria, passerete uno dei momenti più incredibili della vostra vita
Fate in modo di mettervi in sella al dromedario due ore e mezzo prima del tramonto, in modo da non perdere lo spettacolo mozzafiato del sole che scompare dietro il profilo delle dune.
Poi, con addosso qualcosa di caldo, montate le vostre macchine fotografiche su un cavalletto e puntate il vostro 18mm al cielo.  Che lo spettacolo abbia inizio. E di puro spettacolo si tratta. Le stelle si prendono il palcoscenico e tornerete a casa con scatti davvero potenti.

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Dove stare.
Marrakech offre sistemazioni di tutti i tipi e per tutte le tasche. Io consiglio di alloggiare in un riad all’interno della medina, ce ne sono a centinaia.
Lungo la strada che porta al deserto del Sahara, troverete numerosissimi posti dove fermarvi e non pensiate che il fatto di lasciarsi la città alle spalle significhi per forza doversi adattare a passare la notte in luoghi poco convenienti.
Anche la zona di Merzouga offre sistemazioni alla portata di tutte le tasche: riad principeschi, con piscina e bagni termali (potreste anche incappare in Brad Pitt, se siete fortunati) e sistemazioni presso famiglie nomadi berbere, con le quali condividere casa e tradizioni. Sta a voi.

Discrezione, sempre
I marocchini sono un popolo molto disponibile e tollerante – questo almeno nella media. A Marrakech sono quasi tutti abituati  ad avere a che fare con turisti provenienti dai vari paesi del mondo, per cui la gente, soprattutto della medina, parla, oltre al francese, un po’ di inglese, spagnolo e italiano.
E’ possibile fotografare gli uomini, chiedendo loro il permesso prima, che di solito accordano.
Le donne non si lasciano fotografare, a meno che qualcuno del luogo non interceda per voi: non insistete.
Se proprio dovete rubare un’immagine, fatelo velocemente e che davvero valga la pena: è un’azione che non viene vista di buon occhio dalla popolazione locale e vi giudicheranno immediatamente poco corretti e per nulla graditi.

Come arrivare e quando andare
Marrakech è raggiungibile quasi sempre senza scalo dai maggiori aeroporti italiani. Da Roma e Milano partono voli low cost con tariffe che possono anche aggirarsi attorno ai 100 andata e ritorno, su questi voli molto spesso il bagagli da stiva si paga a parte, sinceratevi su quali sono i limiti di peso e di numero consentiti per persona e viaggiate SEMPRE con tutta la vostra attrezzatura in uno zaino che imbarcherete con voi.

Marzo, aprile, settembre e ottobre sono i mesi migliori per pianificare un photo tour a Marrakeche e nel deserto del Sahara. Dicembre può presentare un’escursione termica notevole tra la notte e il giorno, soprattutto nel deserto, e in più sulla strada che attraversa l’Atlante c’è pericolo di neve.
L’estate è molto calda – anche se secca – e può risultare piuttosto fastidiosa, inoltre i campi della valle del Draa si trasformano in erba secca (!).

Non siate pigri, il Marocco vi aspetta… inshallah.

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Pubblicato da walter meregalli in marzo 18, 2015
  1. 03/18/2015
    BERTONE ALESSANDRA

    Bellissimo tour che io ho fatto e purtroppo all’epoca facevo fotografie ma non ancora con l’interesse che ho ora.

    Mi piacerebbe ma purtroppo gli impegni di lavoro non mi consentono di assentarmi

    Ringrazio comunque

    Alessandra

    Dott.ssa Alessandra Bertone Direttore Sanitario Distretto S.S.17 Val di Vara Tel. 3462265748 ________________________________

    Rispondi

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