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5 trucchi per ottenere il massimo da un viaggio fotografico

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Piazza Jama El Fna di sera. Irrinunciabile per chi vuole raccontare Marrakech. Pianificare ora e punto di ripresa evita delusioni.

 

Si avvicinano le vacanze estive, che, per il fotografo amatoriale, molto spesso significano l’unico periodo dell’anno durante il quale dedicarsi anima e corpo alla fotografia.
Voglio provare ad elencare cinque trucchi pratici, presi in prestito dal mondo della fotografia professionale, affinché il vostro prossimo viaggio possa trasformarsi in un discreto successo fotografico – naturalmente tutto rapportato alle proprie capacità tecniche e alla meta scelta.

Al di là delle capacità personali, dell’attrezzatura e della dedizione, uno degli spartiacque tra professionista e fotografo amatoriale (tolto ovviamente l’aspetto economico) è dato dalla casualità.

Il professionista NON può lasciare che sia il caso a governare il suo progetto fotografico, soprattutto se prevede spostamenti, costi di produzioni e il coinvolgimento di altri professionisti, durante e dopo l’esecuzione.
Se un fotografo viene pagato per raccontare la transumanza in Camargue, deve tornare a casa con una storia per immagini che faccia esattamente quello per cui è stato incaricato e lo deve fare nei tempi e nei costi previsti – salvo naturalmente cause di forza maggiore.
Questo lo costringe ad un minuzioso lavoro di programmazione, aspetto del tutto ignorato – solitamente – da chi invece fotografo soltanto per piacere.

La sfida di questo post è racchiusa tutta in questa parola: programmazione.

Impariamo a programmare i nostri viaggi fotografici, come se trattasse di veri e propri assignment – per dirla con un filo di spocchia…

Pensiamo al nostro viaggio come ad un progetto e prepariamolo con cura. Facciamo quello che fanno i professionisti, creiamo quella che in gergo si chiama shot list.

  1. Documentiamoci
    È quasi più difficile non farlo al giorno d’oggi. Guide, associazioni fotografiche, amici, conoscenti, ma soprattutto internet.
    Raccogliamo quante più immagini possiamo dei luoghi che andremo a visitare. Cerchiamo di approfondire la nostra conoscenza della storia, delle tradizioni, della religione delle mete che fotograferemo.
  2. Facciamo un elenco delle foto irrinunciabili
    Elenchiamo quelle tre/quattro immagini alle quali non siamo disposti a rinunciare – ad esempio il Taj Mahal ad Agra, il Brooklyn Bridge o l’Empire State Building a New York, il Tower Bridge a Londra.
    Non devono essere necessariamente icone o luoghi comuni. Siamo noi a decidere il grado di irrinunciabilità.
    Pianifichiamo le foto in base all’itinerario del nostro viaggio e il contrario soltanto se lo scopo del viaggio è la fotografia, questo approccio ha il merito di ridurre gli attriti con chi viaggia con noi.
    Abituiamoci a buttar giù liste di questo genere:VARANASI, India
    Ghat dalla barca all’alba
    Ghat al tramonto (barca?)
    Vicoli città vecchia
    Volti saddhu
    Puja mattutina (dettagli e ritratti)
    Golden Temple.
    Asi Ghat
    Dashswashamed Ghat
    Man Mandir Ghat
    Gente per strada
  3. Pianifichiamo gli scatti irrinunciabili
    Decidiamo prima di partire quale momento della giornata è più propizio per scattare ognuna delle foto che abbiamo elencato come irrinunciabili.
    Annotiamolo su un calendario, ci aiuterà ad ottimizzare tempi e spostamenti e ad evitare conflitti
    Ad esempio:
    Primo giorno
    Alba – Taj Mahal
    Tramonto – Red Fort
    Pomeriggio – Tintura della seta
    e così via.
    È inutile arrivare di buon mattino se ciò che ci interessa lo scatteremo appena dopo il tramonto.
    Aiutiamoci con la tecnologia. Esistono app in grado di visualizzare posizione e altezza del sole per qualsiasi luogo della terra, in qualsiasi giorno e ora dell’anno. Usiamole per limitare la casualità al minimo. Se voglio fotografare lo skyline di New York al tramonto è meglio farlo dal New Jersey, che non da Brooklyn, mentre l’alba è più interessante da Brooklyn e dal Queens – è soltanto una questione di astronomia e di geografia, ma è molto molto semplice venirne a capo.
    Se non viaggiamo da soli, informiamo con un certo anticipo i nostri compagni di viaggio circa le nostre intenzioni.
    Fotografare richiede un pizzico di sacrificio e spesso levatacce, comporta noiose attese che chi non fotografa non può comprendere e giustificare. Teniamone conto, se non siamo in viaggio da soli,
  4. Visualizziamo gli scatti
    Cerchiamo di immaginarci come pensiamo di scattare, ci aiuterà nel scegliere l’attrezzatura da portare per realizzare ciò che abbiamo in testa.
  5. Prendiamo in considerazione la logistica
    Fotografare non significa soltanto inquadrare, comporre e scattare. Significa anche trovarsi al momento ideale nel luogo prescelto, con le giuste condizioni di luce (ci si augura) e nel punto migliore di ripresa.
    Per fare questo bisogna farsi carico dell’aspetto logistico con un certo anticipo, che significa calcolare con una discreta precisione i tempi di spostamento, tenendo presente, ad esempio, che per scattare all’alba è consigliabile farsi trovare sul posto una buona mezz’ora prima che sorga il sole, tenendo presente le possibilità effettive  dei mezzi di trasporta a disposizione.

Questo non significa incasellare tutto in un ordine prestabilito e rinunciare a tutto ciò che non siamo in grado di controllare.
Lasciamoci sorprendere dal caso e cerchiamo di trarne il massimo, fotograficamente parlando.
Ma cerchiamo anche di evitare di gironzolare spaesati, senza meta, alla ricerca di qualche cosa che non si palesa, soltanto perché siamo arrivati impreparati.
Usiamo la testa per evitare delusioni e non per ingabbiare la creatività.

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Categorie: Uncategorized
Pubblicato da walter meregalli in maggio 29, 2015
  1. 06/1/2015
    Celsa

    Scatto stupendo che mette in risalto in modo perfetto la meravigliosa piazza di Marrakech

    Rispondi
    • 06/1/2015

      Grazie. Frutto di un rapido sopralluogo e di una pianificazione sommaria, ma necessaria – avevo notato che le terrazze dei caffè sul perimetro della piazza offrivano un punto di ripresa privilegiato, mi sono informato sull’ora del tramonto e ho fatto in modo di trovarmi pronto a scattare, sapendo che la luce migliore sarebbe arrivata una mezz’ora dopo il tramonto. Dovendo girare per Marrakech nelle ore successive, ho optato per lasciare a casa il cavalletto, mi sono aiutato con la balaustra della terrazza e ho sparato gli ISO in alto.

      Rispondi

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