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Fotografiamo le festività

Non è necessario che le vostre foto siano così per "dire" Natale

Non è necessario che le vostre foto siano così per “dire” Natale

Ci siamo! Non manca poi molto a Natale, poco più di un mese… giusto il tempo per prepararci e farci trovare pronti con un appuntamento fotografico d’eccellenza: le festività!

Affrontiamo le vacanze di Natale come se fossimo dei professionisti, proviamo ad impegnare il tempo che ci separa dalle festività per focalizzare meglio le nostre attività fotografiche. “Fotografare il Natale” sarà il nostro progetto.

Cominciamo…

Passiamo in rassegna l’attrezzatura
Puliamo o portiamo a pulire la nostra macchina fotografica.
Se decidiamo di operare da soli, muniamoci di un piccolo soffietto o di una penna apposita, ma seguiamo le istruzioni con estrema cautela.
Acquistiamo le card necessarie (meglio magari una di più) e una batteria di ricambio. Mettiamo in carica la batteria e controlliamone lo stato d’usura – di solito la macchina fotografica è in grado di dirci quanto “nuova” è la batteria che stiamo utilizzando. Una batteria usurata dura molto meno!

Facciamo tesoro delle “luci di Natale”
Le luci di Natale offrono una grande opportunità fotografica.
Possiamo usarle come:

  • oggetti sullo sfondo
  • soggetti principali
  • luci principali
  • luci accessorie

Di notte – ma molto meglio poco dopo l’imbrunire – le luminarie natalizie sono un ottimo soggetto, in grado di rendere speciale qualsiasi scorcio cittadino. Ricordiamoci di portarci il cavalletto, perché potrebbe quasi sempre essere necessario scattare con un tempo lungo.
Componiamo con cura, leggiamo l’esposizione su tutto la scena e sovraesponiamo un po’ – da 1/2 a 1 stop. Ci porteremo a casa un ricordo del Natale molto classico. Impostiamo la macchina per ottenere la profondità di campo più ampia possibile (diaframma chiuso – f. grande). Se non possediamo uno scatto remoto, impostiamo l’autoscatto. Macchina ben salda sul cavalletto e… click!
Ma non dobbiamo per forza uscire nel freddo della sera per cogliere lo spirito luminoso del Natale.
In casa, l’albero e le sue luci sono è una possibile soluzione alternativa.
Anche nel caso del nostro albero casalingo, possiamo pensare di trattarlo come soggetto principale o come elemento accessorio di nostro figlio o della nostra compagna.
Non spegniamo tutte le luci della casa, ma facciamo in modo che il nostro albero risulti la fonte luminosa principale – nel caso decidessimo di farlo diventare soggetto.
Anche qui consiglio di utilizzare un cavalletto e di impostare la macchina per ottenere la profondità di campo più ampia.

Raccontiamo piccole storie
Non dimentichiamoci che le fotografie che restano nella memoria sono quelle che raccontano storie.
Immortalate la preparazione dei dolci, i regali sotto l’albero. Scattate quando i vostri figli sono intenti a scartare i doni, magari senza farvi troppo accorgere e documentate quegli attimi.
Ragionate in termini di storia. Scegliete quello che sarà il vostro scatto principale, magari un ritratto e poi corredatelo di qualche scatto più ampio, che documenti l’atmosfera, e di qualche dettaglio stretto su oggetti particolari (i biscotti, i disegni della carta da regalo, i fiocchi, le palline dell’albero, ecc.).
Per gli scatti ampi, scegliete un grandangolo e un diaframma chiuso. Per i dettagli, preferite una focale maggiore, aperta al massimo.
Le storie natalizie casalinghe sono ovunque: l’apertura dei doni, la famiglia a cena, la famiglia che cuoce i biscotti e molte altre ancora. Ogni casa ha le sue tradizioni e il fotografo di casa ha il compito di documentarle.
Provate anche a darvi come incarico un reportage cronologico dalla vigilia al 25, come se foste fotoreporter incaricati di un servizio vero e proprio. Sbirciate come è costruito un servizio su una delle tante riviste che girano per casa e provate a costruirne uno voi, mettendo insieme una quindicina di foto in grado di cogliere l’attesa della vigilia, le luci, i colori, gli sguardi, gli oggetti.
Date un senso ai vostri scatti, seguite una cronologia, cercate un ritmo (primo piano, foto allargata, dettaglio, di nuovo primo piano, questa volta in posa, ecc.), vedrete, non saranno le solite foto di Natale

Qualche ritratto? Perché no.
A costo di dovervi imporre, ritraete i vari membri della famiglia, uno alla volta, vicino all’albero, in posa.
Sarà un ricordo un po’ più formale che negli anni a venire amerete riguardare.
Sfruttate la luce ambiente e l’atmosfera delle luci dell’albero e se volete qualcosa di più particolare non esitate ad aggiungere un colpo di flash, possibilmente non diretto, possibilmente filtrato da un piccolo box (non sapete come fare, ve lo spiego nel prossimo post!).

Fate una lista
Se Natale significa per voi partire, preparatevi e fate una lista delle possibili foto che potreste scattare  e delle possibili storie che le vacanze possono regalarvi.
È il modo che i professionisti usano per prepararsi agli incarichi – quelli che i fighi chiamano assignment.
Sembrerà una sciocchezza, ma vi abitua a pianificare e vi garantisce di non scordarvi cosa state cercando di documentare.
Ricordatevi di inserire primi piani, foto di gruppo, qualche dettaglio e qualche istantanee – candid shot – dei momenti salienti (pranzo, cena, regali, mezzanotte, brindisi, ecc.).
Tutto prenderà un significato diverso e non è per nulla difficile.

Cosa fa Natale?

  • albero e/o presepe
  • luminarie
  • processione
  • candele
  • regali
  • dolci tipici
  • pupazzi di neve
  • agrifogli
  • palline e addobbi vari

Compilate la vostra lista e provate ad inserire qualche scatto di dettaglio, vi divertirete.
Ricordatevi che in esterno, l’atmosfera migliore la cogliete nella mezz’ora subito dopo il tramonto, quando il cielo non è ancora completamente nero. Se fotograferete in montagna, sulla neve, ricordatevi di uscire sempre con la batteria ben carica, perché il freddo gioca brutti scherzi.
Passando da un ambiente molto freddo e umido ad uno molto più caldo e secco, potreste incappare nell’appannamento delle lenti o dei filtri che montate sugli obiettivi. Si tratta di un fenomeno piuttosto volatile, ma se proprio non potete aspettare, almeno utilizzate un panno in microfibra per asciugare la condensa e non tovaglioli o maglioncini di lana (!).

—- qui trovate workshop e phototour: avventure fotografiche

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Categorie: Uncategorized
Pubblicato da walter meregalli in dicembre 9, 2015

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