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Capire la luce: la luce dei climi secchi

La luce nelle zone secche del mondo

La luce nelle zone secche del mondo

 

Le zone secche possono presentari tipologie di luce molto diverse tra loro, è bene conoscere prima le potenzialità che ci verranno offerte una volta sul posto.

SAVANA

La savana (ad es. Africa orientale) alterna una lunga stagione calda e arida ad una più breve caratterizzata da intense piogge.

Durante la stagione arida, la luce intensa e le giornate sono solitatamene caratterizzazte da un cielo terso e luminoso, spesso appena velato, che mantiene la sua brillantezza anche durante la notte, nonostante l’oscuità.

Durante la breve stagione delle piogge, la luce varia molto, ma il cielo non appare mai coperto da una pesante coltre di nubi grigie come invece capita spesso di incontrare nelle zone interessate dai monsoni.

La luce della savana

La luce della savana

 

STEPPA

Il clima che caratterizza la steppa è di solito piuttosto secco e le poche precipitazioni si distribuiscono nel corso dell’anno in modo del tutto irregolare ed inaspettato.

Queste zone della terra (ad es. Messico, Afghanistan) sono caratterizzate da cieli molto chiari e tersi, sgombri di nuvole. Durante il breve periodi di pioggia, il cielo di carica di nubi che tendono a diradarsi quasi subito dopo la precipitazione.

Mongolian landscape

La luce della steppa mongola

 

DESERTO

Pochissima pioggia concentrata soprattutto in una breve stagione dell’anno, per il resto il clima è davvero arido e presenta escursioni termiche anche piuttosto estreme tra il giorno e la notte. E’ facile imbattersi in tempeste di sabbia, capaci a volte anche di oscurare il cielo come se fosse notte.

Nei deserti a ridosso del mare, la nebbia non è un fenomeno così improbabile, specialmente nelle prime ore del giorno.

La luce è molto intensa. Ideale fotografare durante le prime ore del giorno e attorno al tramonto, anche se in questi casi potrebbe risultare una dominante arancione calda fin troppo presente

La luce nel deserto

La luce nel deserto

Capire la luce: la luce tropicale

Tramonto in Tailandia - clima tropicale monsonico

Tramonto in Tailandia – clima tropicale monsonico

Secondo post dedicato alla luce e a come la luce risulti diversa a seconda della latitudine alla quale ci troviamo.

In questo post ci occupiamo di LUCE TROPICALE.

Come abbiamo sottolineato nel post precedente – Capire la luce, la qualità della luce è influenzata sia dal luogo in cui ci troviamo, sia dal clima.
I tropici sono caratterizzati da un clima molto umido e con temperature piuttosto alte (di solito quasi mai al di sotto dei 28° C).
Distinguamo tra due tipologie di climi tropicali: quello umido e quello monsonico.
In entrambi i casi però, quando il sole è a picco, sprigiona una luce molto dura e diretta.

 

Tropici umidi

La luce tropicale, quando il sole non è offuscato dalle nubi, è solitamente molto intensa.
Il mio consiglio è quello di concentrare i propri scatti panoramici poco prima del tramonto (golden hours), soprattutto se un temporale ha spazzato l’afa dall’aria. Bisogna essere rapidi soprattutto per due motivi, la brevità delle golden hours a quelle latitudini e il fatto che il calore della terra tende a riformare l’afa in breve tempo.

Provare a scattare nelle ore centrali della giornata, a queste latitudini, è spesso una perdita di tempo, per questo consiglio di organizzare la propria scaletta dedicando tale porzione della giornata per eventuali interni o dettagli.
Il cielo durante il giorno risulta molto scialbo.

Il clima tropicale umido conosce sostanzialmente una sola stagione, per cui è indifferente il periodo dell’anno nel quale programmiamo di andare. Fondamentale invece è il periodo del giorno!

 

 

Tropici monsonici

Le zone interessate dai monsoni, pur considendosi tropicali, presentano tre differenti stagioni: la stagione delle piogge, la stagione fresca e la stagione calda.
La stagione delle piogge
è caratterizzata da un clima molto umido, con forti rovesci concentrati soprattutto nel tardo pomeriggio. Le temperature raggiungono e superano facilmente i 30°/35° C con una forte percentuale di umidità – spesso attorno al 95%. Questo non vuol dire che non si possano incontrare giornate secche, ma restano un’anomalia.
Le altre due stagioni –fresca calda – sono invece caratterizzate da un clima molto secco.
In alcune zone monsoniche, durante la stagione calda le temperature raggiungono i 45° C nelle ore più calde.

Le tre diverse stagioni comportano una pianificazione più attenta, in quanto la luce varia a seconda della stagione.
La luce migliore è quella della stagione immediatamente successiva al monsone, che presenta cieli tersi e temperature più miti – ma non sempre il cielo terso è la soluzione migliore per le nostre fotografie.
Per contro, avventurarsi nella stagione che precede il mosone può voler dire dover affrontare temperature molto elevate e un clima torrido, che lascia poco tempo per la fotografia all’aperto.