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Posts contrassegnato dai tag ‘nepal’

SOS Nepal. Aiutatemi ad aiutare

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E’ un altro appello che rivolgo a voi amici del blog.

Il Nepal, paese che amo e che conosco molto bene, è stato colpito da un’immane catastrofe, un terromoto che ha fatto oltre 5 mila vittime ed il cui numero rischia di raddoppiare, se penso alle condizioni del paese in una situazione normale (figuriamoci in un’emergenza di queste proporzioni).

Ho pensato di fare qualcosa, qualcosa di piccolo, è chiaro, ma “piccolo” è meglio di niente.

Qualche anno fa ho scattato la foto che vedete in apertura. E’ un dettaglio degli stupa di Boudanath, a Kathmandu.
Ho pensato di dar vita ad un’edizione straordinaria “fuori serie” destinata alla raccolta fondi.

La stampa, 26×18, certificata, numerata e firmata, è venduta a 50 euro, 20 dei quali verranno devoluti al conto corrente postale di Banca Prossima, dedicato aalla raccolta fondi per la popolazione nepalese.
Il prezzo comprende le spese di spedizione – io non guadagno nulla, sia ben chiaro questo, il resto dei 50 euro serve per la produzione e la spedizione.
Se qualcuno è interessato, per 10 euro in più, includo anche la cornice.

Non so quanto potrà fare, ma sono convinto che tutto serva in questi casi.

Aiutatemi ad aiutare.
Qui trovate il link che vi porta direttamente al mio store on-line. Per noi si tratta di una cena di meno, per i nepalesi può essere la differenza tra vivere e morire. Grazie

Walter Meregalli

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Fotografare il Nepal

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Nepal: un’occasione che qualsiasi fotografo di viaggio non dovrebbe lasciarsi scappare.
Il piccolo paese incastrato tra Tibet e India mi ha affascinato dalla prima volta che ci ho messo piede, e da quella volta, ci sono tornato molte altre, vedendolo cambiare.

Il Nepal è un paese piccolo, ma offre numerosi spunti per la nostra fotografia, soprattutto gli scenari mozzafiato dell’Himalaya – ma non lasciamoci ingannare, nella piccola neo-repubblica nepalese, c’è davvero molto che possiamo scattare.

Cominciamo da Kathmandu. Kathamndu è la capitale del Nepal e la portare il paese, se ci arriviamo volando. La città assomiglia soltanto vagamente alle megalopoli indiane, Kathmandu non è poi molto estesa e le cose da fotografare assolutamente sono tutte a breve distanza dal centro e dal quartiere turistico di Thamel.
Cosa vale la pena fotografare a Kathamandu?
Swayambunath, il tempio delle scimmie, nella parte occidentale della città. Boudhanath, l’enclave tibetana nella parte orientale. E in mezzo, in mezzo le centinaia di stradine della città vecchia, sempre ricche di spunti e di umanità varia.
E poi, alle porte della città, Pashupatinath con ii suoi ghat e i suoi templi.

Naturalmente per cogliere Kathamndu sono sufficienti tre o quattro giorni, più tempo, invece dovremo dedicare per raccontare l’incedibilie natura che offre il Nepal.

Il mio consiglio è documentarsi bene e scegliere un trekking alle propria portata, ce ne sono per tutti i gusti, per tutte le tasche e per tutte la capacità.
Io preferisco il fai da te organizzato sul posto, ma se non siete portati all’avventura o semplicemente non avete troppa voglia di dedicarvi a questa attività, vi consiglio di affidarvi alle numerosissime agenzie, italiane o nepalesi, che si occupano di questo.

Potendo scegliere, prendere qualche settimana per il trekking e organizzativi per partire in aprile o maggio, i mesi migliori per ammirare le vette himalayane e godere dei trekking nepalesi,

Dove andare?
Dipende solo da voi, da cosa volere fotografare e dalla vostra preparazione fisica – alcuni trekking possono essere infatti molto faticosi,
Se avete tempo, vi consiglio il giro dell’Annapurna. Ventotto giorni attraverso la natura imponente del Nepal, dalle foreste subtropicali, ai deserti d’alta montagna, attorno ad uno degli ottomila più affascinanti.
Oppure potrete scegliere la zona dell’Everest e raggiungere il campo base a quota 5200 – l’Everest però lo si fotografa meglio da Kala Pathar, sulla strada del campo base, troppo schiacciato sul ghiacciato del Kombu.
Per i più temerari c’è il Dolpo, una regione remota a nord, oltre il deserto del Mustang. Il Dolpo è un’area molto selvaggia e per attraversarlo sono necessari permessi particolari e la dichiarazione di essere autosufficienti per quanto riguarda gli approvvigionamenti,
A sud, invece, le campagne che confinano con l’India e la riserva nazionale del Chitwan, con i suoi alberi secolari e i suoi elefanti.

Il Nepal resta ancora un paese abbordabile dal punto di vista economico, nonostante negli ultimi anni il costo della vita sia cresciuto molto.
A Kathmandu è possibile trovare tutti i tipi di cucina, grazie al fatto che sia punto di partenza di tutte le spedizioni alpinistiche, avventurandoci in montagna la scelta si riduce di molto – per settimane, attorno all’Annapurna ho mangiato lenticchie, patate e poco altro.

Volare a Kathmandu dall’Italia non è cosa improponibile, soprattutto se lo si prenota per tempo.

Per cui,,, pensateci.

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Posing Souls, il mondo attraverso i ritratti

Uno dei 31 ritratti contenuti in Posing Souls

Uno dei 31 ritratti contenuti in Posing Souls

POSING SOULS, il mio nuovo libro fotografico è disponibile su Blurb.

POSING SOULS  è un work-in-progress che cerca di raccontare le culture del mondo attraverso il ritratto.
Il primo volume  di POSING SOULS raccoglie 31 ritratti scattati nell’agosto del 2012 in India e Nepal.

Potete sfogliare alcune pagine di  POSING SOULS cliccando qui  (il libro è in vendita su Blurb.com)

POSING SOULS
Coffee table book (30×30)
64 pgg.
Rilegato con copertina  rigida e sovracoperta

La lettura serale

Stavo rientrando in albergo dopo una lunga giornata passata a fotografare per le strade di Old Delhi.
Ormai sera e molto stanco, i negozi che si affacciano sulla strada stavano abbassando le saracinesche e le strade cominciavano a svuotarsi lentamente.

Ad un certo punto mi imbatto in un uomo, allungato sul suo  charpoi, intento a leggere, illuminato appena dalla luce fioca di una lampadina appesa al soffitto.

Poca luce e poco tempo.
Dovevo decidermi se provare o tirare dritto verso una meritata doccia calda.
Volevo rendere l’atmosfera intima di quel momento.
Macchina in manuale e lettura dell’esposizione spot sulla pagina del libro – uno dei pochi  particolari in luce della scena, la macchina così’  ha chiuso, lasciando intravvedere appena i dettagli della scena, ma contribuendo a rendere il tutto più interessante.

La fotografia di viaggio è anche questo: ragionare velocemente e mettere via la macchina solo una volta arrivati a letto.

Gli errori “benedetti”

Qualche volta sbagliando si ottiene il risultato insperato, quel qualcosa che va oltre l’0biettivo che ci eravamo prefissi e che ha quel gusto particolare che solo il caso sa dare.

Ecco un esempio eclatante di errore:

Stavo riposandomi in un caffè di Kathmandu, appena fuori dal tempio di Budanath. Avevo la macchina in manuale e impostata per riprendere in interno, quando è passato questo anziano monaco nella strada sottostante.

Ho scattato la prima foto senza pensarci troppo e solo dopo mi sono accorto che tempo e diaframma erano completamente sballati. Ho corretto le impostazioni e riscattato.

Alla fine ho scelto lo scatto sbagliato.  Mi comunicava qualcosa di etereo e singolare, più vicino al monaco stesso.

Questo è diventato uno dei miei scatti preferiti di quel viaggio in Nepal.