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Storytelling: la composizione è uno strumento potente

Anziana nella città vecchia di Varanasi. Composta sui terzi per rendere il ritratto più dinamico e lasciare intravvedere parte del suo mondo

Anziana nella città vecchia di Varanasi. Composta sui terzi per rendere il ritratto più dinamico e lasciare intravvedere parte del suo mondo

 

La composizione è uno dei migliori alleati dello story telling per immagini, e faremmo bene a ricordarcelo!

Decidere cosa va nell’inquadratura e cosa invece no, decidere dove posizionarlo… queste sono le basi dalle quali partire per raccontare con efficacia la nostra storia fotografica e la composizione si occupa proprio di questo.

La composizione – cioè le regole attraverso le quali creiamo le relazioni visive tra gli elementi che compongono la scena  – aiuta chi guarda a focalizzare la sua attenzione su ciò che per noi ha importanza, dal punto di vista del racconto fotografico, indica il soggetto principale, suggerisce relazioni, anche magari non così esplicite. Pensiamo alla composizione come ad una sorta di grammatica dell’inquadratura.

Amo ripetere questa frase:

 ciò che non è nell’inquadratura non esiste

Questo per me è molto più di un diktat, qualcosa forse più vicino ad un mantra.

Con questo postulato bene in mente, cerco di capire come comporre al meglio perché la mia storia appaia evidente a chi non è lì con me in quel momento.
Perché credo che questo sia davvero il punto di partenza per ogni scatto: decidere cosa includere e cosa no ed essere consapevoli che quello che decidiamo di escludere non verrà mai letto da nessuno (lo sapremo solo noi che c’era un leone di fianco al bimbo che mangia il gelato, se non lo inquadriamo).

Per nostra sfortuna, però, è vero anche il contrario: tutto quello che includiamo nell’inquadratura assume un significato per chi guarda.
Anche questo deve essere una cosa da tenere a mente, per cui se includiamo un dettaglio, un dettaglio qualsiasi, quel dettaglio, per chi guarda, assume immediatamente importanza. Pensiamoci bene quando inquadriamo, perché non potremo dire a chi guarderà i nostri scatti “no guarda, quello non c’entra”…

La composizione, le sue regole, ci devono guidare per esaltare il messaggio che intendiamo trasmettere con i nostri scatti.

Lo storytelling fotografico passa inesorabilmente per le regole della composizione, come per lo scrittore è fondamentale la scelta dei verbi, che lo aiutano a  rendere il giusto ritmo narrativo.
Nello storytelling per immagini non basta trovare un buon soggetto, un buon soggetto è un ottimo punto di partenza è poi l’occhio del fotografo, la sua sensibilità, il suo linguaggio fotografico che completano il processo. Occhio, sensibilità, linguaggio… passano tutti per la composizione.
Ricordiamoci che anche lo sfondo è un elemento della scena – troppo spesso ce lo scordiamo. Lo sfondo non va sottovalutato, dobbiamo dedicare lo stesso tempo che dedichiamo alla scelta del soggetto anche allo sfondo. Lo sfondo NON deve mangiare il soggetto, lo deve esaltare. Troppo spesso ottimi soggetti, che potrebbero trasformarsi in grandi scatti, vengono fagocitati da sfondi confusi e troppo presenti. Lo sfondo va usato come contesto e non come distrazione, deve aiutarci a raccontare meglio la storia, non affondarla.

LO SCOPO PRINCIPALE DELLA COMPOSIZIONE È QUELLO DI GUIDARE L’OCCHIO DI CHI GUARDA.

Abituiamoci a considerare l’atto di comporre – di disporre cioè gli elementi all’interno dell’inquadratura – come un momento imprescindibile del processo creativo che genera uno scatto fotografico.

Esploriamo le varie possibilità che la composizione ci offre. Cerchiamo quale composizione meglio possa raccontare la nostra storia. Terzi, simmetria, linee guida, curve, armonie di colori, colori a contrasto, forme… le regole sono molte, esploriamole, applichiamole, non fermiamoci a quelle più ovvie, sarebbe come per uno scrittore impiegare sempre gli stessi vocaboli.

Pensiamo all’uso della profondità di campo ad esempio (uno strumento tecnico/compositivo proprio della fotografia), pensiamo a come la capacità di mettere a fuoco in maniera selettiva questo o quell’elemento della nostra scena possa modificare, se non ribaltare, la storia che stiamo raccontando con la nostra macchina fotografica.

Non starò qui a dilungarmi oltre sulla composizione, troverete tutto e di più un po’ ovunque  – ad esempio anche nel mio altro blog “Fotografia Facile” sotto la categoria “Composizione” – vi dò  un consiglio, però: prendetevi il tempo necessario per comporre con attenzione, molto spesso un buono scatto diventa memorabile grazie ad un’attenta composizione.

Alcune regole di base per comporre:

  • La simmetria
  • La regola dei terzi
  • Le linee verticali, orizzontali, diagonali e curve
  • Le linee d’entrata
  • Le forme
  • La ripetizione degli elementi
  • Quinte, cornici e vignette
  • Più piani
  • Il colore
“Prima pensa, poi scatta”
– Cit. Gianni Berengo Gardin
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Pubblicato da walter meregalli in luglio 18, 2014

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